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E noi continuiamo a giocare |
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Ci eravamo ripromessi di calmarci e ritornare alla crociera, impegnativa, lunga, magari da protagonisti, ma sempre crociera; vale a dire comodità, tempistica non più imposta, condizioni meteo non più da accettare e basta……. Ma le bugie raccontate a sè stessi durano poco e hanno un solo pregio: quando le scopri ti senti meglio e ti pervade quel sano entusiasmo come solo ai giovani può capitare…
E noi continuiamo a giocare…..
La sfida continua e la posta in gioco è ancora più alta. I prossimi tre anni vedranno l’Exmeralda Sailing Team alla partenza delle regate |
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Esmeralda Team alla Barcolana |
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Giusto per continuare ad esaltare le gesta dell’Esmeralda Team eccovi il resoconto fresco fresco (siamo ancora a bordo, sulla via di ritorno) della Barcolana:
Trieste, oltre che molto bella e ad avere la piazza sul mare più magica fra tutti i porti che io abbia visto, è riuscita a fare di una regata un qualcosa che va al di là del mero evento sportivo e festaiolo; la Barcolana si “respira”, si “tocca”, si “sente”; e Trieste E’ la Barcolana. In nessuna altra parte del mondo ci potrebbe essere una simbiosi così perfetta fra una regata e la città che la ospita.
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Saily WebTv ci ha intervistato! |
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Stiamo effettuando il montaggio dei filmati della regata in modo da poter condividere con voi le emozioni che abbiamo vissuto. Intanto che aspettate, per non annoiarvi, potete guardare l'intervista a Ettore realizzata da Saily e pubblicata sulla loro web Tv nei giorni in cui la regata si stava svolgendo. Terminato il jingle, cercate nelle piccole immagini in alto quella che presenta lo scoglio del Fastnet al tramonto, intitolata "Quelli di Esmeralda, un team normale alla.." e gustatevi l'intervista. Noi li ringraziamo per lo spazio che ci hanno dedicato. |
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Il nostro Fastnet - Parte seconda |
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Appena messo piede in banchina si rivivono le forti sensazioni provate durante la navigazione e questa edizione del Fastnet ce ne ha regalate a iosa. Ti appaiono come foto ad alta definizione le immagini delle coste, di quell’onda particolare che bianca com’era sembrava dovesse sfondare la barca, o del delfino che più si è avvicinato alla barca, per non parlare delle vele delle altre barche, che ancora scommetti che le stavi per prendere… dopo qualche giorno, invece, si fanno più forti i ricordi dei compagni di bordo, di tutto il percorso fatto per arrivare preparati e sereni, della gioia per avercela fatta e rimani stupito dal numero di quelle tante persone che da casa ti hanno seguito e che adesso ti fanno i complimenti.
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Il nostro Fastnet |
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E adesso possiamo dire di averla fatta. La regata di altura più famosa al mondo, Il Fastnet, ormai è a poppa, e ci ha regalato momenti da leggenda che difficilmente potranno essere dimenticati. Partecipare al Fastnet, per il velista normale, è un po’ come immergersi nella storia dello yachting e la prima sensazione che si prova è quella di essere piccoli, ma importanti ed anzi indispensabili a far grande questo nostro mondo. La partenza nel Solent è una cosa straordinaria; le due luci di allineamento per la linea di partenza, poste sul Royal Yacht Squadron, e lo sparo della batteria di cannoni ti costringono a dare il meglio con qualsiasi condizione, c’è un che di rito sacro nei minuti precedenti lo start, e poi…..la corsa verso i Needles con vento fresco da ovest ci ha regalato degli incroci da brivido, dei “peli” alle secche calcolati al metro, il tutto con il mare che schiumava dalla forza della corrente a favore.
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Tempo di partenza |
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Domani si vola. Oggi è l'ultimo giorno in Italia, frenetico per i preparativi. Dobbiamo coordinarci per i materiali, in modo da non portare dotazioni doppie, o ancor peggio non averle affatto. Si pesano i bagagli ragionando mentalmente su quello che sarà lasciato a terra, nel garage di Trevor, e quello che sarà portato a bordo. Occorre limare i pesi il più possibile, ma non dimenticarsi che la regata può durare sei, sette giorni e che il tempo potrà essere inclemente.
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Conto alla rovescia |
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Anche il Giornale della Vela, nella sua edizione web, ci scopre e ci prende in simpatia. Non possiamo che ringraziarli del bell'articolo e di tutto lo spazio che ci hanno concesso.
Per la regata, intanto, tutto procede secondo le pianificazioni fatte. I requisiti per la partecipazione sono totalmente raggiunti e finalmente, dopo sei mesi, un incoraggiante semaforo verde appare sulle pagine del Remus, il sistema di iscrizione alle regate del Royal Ocean Racing Club. Cerchiamo di non lasciare nulla la caso: studiamo le maree e le correnti, testiamo l'elettronica, ragioniamo su dotazioni e cambusa. Quando arriveremo a Southampton avremo solo poche ore per preparare la barca e partecipare ai briefing. |
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