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Appena messo piede in banchina si rivivono le forti sensazioni provate durante la navigazione e questa edizione del Fastnet ce ne ha regalate a iosa. Ti appaiono come foto ad alta definizione le immagini delle coste, di quell’onda particolare che bianca com’era sembrava dovesse sfondare la barca, o del delfino che più si è avvicinato alla barca, per non parlare delle vele delle altre barche, che ancora scommetti che le stavi per prendere… dopo qualche giorno, invece, si fanno più forti i ricordi dei compagni di bordo, di tutto il percorso fatto per arrivare preparati e sereni, della gioia per avercela fatta e rimani stupito dal numero di quelle tante persone che da casa ti hanno seguito e che adesso ti fanno i complimenti.
Si rivive un’altra volta la regata, questa volta ricordando ogni singola sfaccettatura “umana” ed i momenti più particolari che hanno come protagonisti i componenti dell’equipaggio o i fans più accaniti. E’ bello rivivere così questa avventura meravigliosa; è la parte più intima e nascosta, niente virate e issate di spi, poca adrenalina, ma tanta ricchezza interiore in più….
LA PREPARAZIONE
Ricordo ancora la prima “lezione” a Reggio Emilia e l’interesse che ha suscitato. Il fascino del mare che si sposta, si alza e si abbassa così rapidamente e costantemente ha affascinato gli antichi e continua a sorprendere anche noi; e Valerio, così calmo, di poche ma giuste parole e sempre attento a far suo ogni piccolo sapere che riguardi il mare, dopo una settimana mi invia una presentazione sulle correnti molto più completa, articolata e semplice della mia…. Son quelle cose che ti lasciano di stucco ma che confermano l’impressione che hai sempre avuto: Valerio è, fra di noi, il più silenzioso, ma sicuramente lo fa per far pari con la squadra di logorroici e fanfaroni del gruppo, di cui io sono l’indiscusso capo, perché di cose ne ha tante da dire, ha tanto dentro e lo dà quando serve… Anche Giulio è di poche parole, anche se era l’interprete ufficiale in Inghilterra. Durante il primo allenamento in mare, a Chioggia, dopo la prima giornata di issate, strambate ed ammainate di spi, probabilmente un po’ sconfortato dai risultati raggiunti, mi disse questa brevissima frase : “ho un po’ di ruggine di troppo…”. Non so cosa abbia fatto di notte, ma il giorno dopo è entrato di prepotenza nella rosa dei “prodieri” di bordo. So che tutti, quando potevano, si mettevano lì a pensare al momento dei meno cinque alla partenza e per questo studiavano, leggevano, insomma, la vela era diventata la morosa di ciascuno e così abbiamo continuato fino alla Myth of Malham, la regata di qualificazione che dovevamo assolutamente portare a termine, poi, forse per caricarci nel migliore dei modi, c’è stata una pausa negli impegni comuni, anche se per Andrea ed Emanuela è stato il periodo di maggior sofferenza… organizzare il tutto, far quadrare i conti, rispettare le scadenze è indispensabile in qualunque lavoro, ma partecipare al Fastnet NON è un lavoro ed è già difficile trovare qualcuno che lo faccia, se poi lo fa bene come loro due….
Emanuela… devo aprire una lunga parentesi perché lo merita. Nell’infinità di aneddoti possibili ne riporto pochi, ma significativi; dimostrano a pieno la volontà di esserci e la tenacia nel portarla avanti. Era Febbraio, dovevo andare in Inghilterra per giudicare se la barca era giusta per la regata; si è offerta volentieri perché brava a guidare, anche a sinistra; e così è stato, la barca era a posto e mi sono fatto scorrazzare per tutto il Sud dell’Inghilterra con una puntatina anche a Londra centro, sempre in macchina e sempre tranquillo. Pochi giorni fa mi ha confidato una piccola cosa : non aveva mai guidato a sinistra!!!! Bugiarda scriteriata, ti voglio proprio bene. La prima cosa che ha chiesto al chirurgo, dopo l’operazione, è stata : “Io devo fare una regata ad Agosto, Lei cosa ne pensa?” Emanuela non lo sa, ma in quel momento mi è venuto da piangere….. e non c’è niente di più difficile che chiedere a chi vive con te di….. farti lezioni private su “quello che hai detto che io dovrò fare in regata, non posso essere da meno degli altri”, e richiederlo più e più volte, forse per confermare a se stessa che ci sarebbe stata…
I SUPPORTER
Le soddisfazioni personali si misurano anche dalla partecipazione e dall’affetto dimostrato dagli amici e da tutti coloro che dimostrano di esserti vicini. Il Fastnet è stata anche la regata dei “compleanni”. Quello di Luciano il giorno della partenza e quello mio il giorno dello sperato arrivo, quasi una combinazione astrale…. Complimenti, incoraggiamenti, tifo da ultras misti agli auguri… un mix davvero inebriante; mi piacerebbe tanto che Luigi e Lucianone fossero anche loro imbarcati nella prossima avventura per dare il massimo come hanno saputo fare da fans e da amici… ed i messaggi di Paola, così dolci e sinceri e quelli di Laura, così grintosi ed energici, hanno sostituito il generatore di bordo e ricaricato per bene le batterie. Una grande e meravigliosa sorpresa, per me, è stato l’incoraggiamento così partecipato delle mie vecchie compagne di Liceo…..Ed il saluto così accorato e pieno di Salvatore alla premiazione è stato la ciliegina sulla torta.
Lancio un appello a tutta la ciurma…. Tutti hanno avuto i loro fans personali… portiamoli allo scoperto, il lavoro del tifoso merita considerazione ed è giusto citare chi ti sostiene con costanza ed energia. Scrivete…..
L’EQUIPAGGIO…
Qui bisogna andare con ordine e per non sbagliare non darò giudizi, racconterò solo episodi divertenti della regata, ce ne sono stati tanti e mi scuso in anticipo per quelli non citati.
MARCO. Nelle ultime quattro ore di regata ha inventato un altro mestiere : il badante del timoniere. “caffè?”, “ti accendo una sigaretta?” (questo per le prime 5, le altre 30 fisicamente messe in bocca ad intervalli cronometrici), “quello lo stai passando….”, “ti guardo io sottovento”, “hai freddo alle mani?”, “zitti, non disturbate Ettore!”….. se non fosse un maschio avrei pensato a qualcosa da non far sapere ad Emanuela….
GABRIELE. Ci ha stupito ancora una volta. Il corredo dei soliti gadgets, che ti chiedi dove trova il tempo solo nel pensare a come trovarli, hanno fatto buona compagnia alla cambusa che scientificamente ha scelto e acquistato personalmente per tutti noi. Gli Alpini della spedizione in Russia sarebbero tutti ancora vivi e pasciuti con la metà delle scorte a nostra disposizione. Ogni giorno ognuno di noi poteva mangiare : 2 dolcetti, 25 grammi di nutella, 8 biscotti secchi e 4 ripieni di crema per colazione; ad integrazione del reparto “dolce” c’erano 2 kg. di cioccolato assortito, 4 confezioni giganti di caramelle ed innumerevoli tipi di chewing-gum. Per la frutta e verdura, dose giornaliera a testa : 3 mele e 3 pere, 5 carote, 4 pomodori, 3 banane ed un cetriolo (se uno fa i conti solo di cetrioli ce n’erano 63..). Mi fermo qui per ovvi motivi, ma ci sono le prove fotografiche su quel che è avanzato…..
MARIOMARIO. “mancano 50 metri alle secche…… 40…30…20… puoi virare”, “passiamo noi per 5 metri, tieni sto bordo…..”, sembrava di sentire Sean Connery in Caccia a Ottobre Rosso, lui calmo e tutti gli altri, me compreso, che potevano metter su un mercatino di strizza…
UGO. Non gli è stato sufficiente bagnarsi a prua in più di un’occasione, si è trovato il posto più asciutto della barca per dormire… a prua a far compagnia alle vele bagnate che coccolava in posizioni impossibili. Alla domanda su quale usava come materasso ha risposto : “l’olimpico naturalmente, è il più rigido e fa bene alla schiena!”, le risate si sono attenuate dopo un’ora…..
LUCIANO. Ormai per noi è l’eterno, dotato di super poteri alla Superman, compresa la vista… E’ stato il primo a notare che un Grand Soleil 45 aveva issato una vela di prua super-leggera e quasi trasparente, che aveva una strana sfera nera disegnata proprio al centro….
ANDREA. Ambasciator non porta pena, ma l’ho odiato profondamente per un’ora, all’arrivo era l’uomo al GPS e scandiva i centesimi di miglio che mancavano : 0,45 alla linea, 0,39…0,35…..0,32…0,32….0,33…0,47… ZERO e CINQUANTA…… UNOEDODICI… .STIAMO ANDANDO INDIETRO A UN NODO!!!!! Mai avrei pensato di ascoltare queste parole… comunque Andrea, oltre che a un grande amico, si è dimostrato un grandissimo marinaio, navigatore e un vero leader (mi sono permesso di dare un giudizio perché so che è un apprezzamento che tutti noi condividiamo).
Ed ora nuovi sogni ci aspettano, la Barcolana in primis, perché lì tutti ci stanno aspettando in banchina, con la maglietta marchiata Rolex, lo spirito dell’Esmeralda Team che ormai fa invidia a tutti e portabandiera di FIVEE, l’unica scuola nautica Italiana ad aver partecipato alla ROLEX FASTNET RACE 2011…….
GRAZIE A TUTTI, ETTORE
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